venerdì 4 maggio 2012

Locuzioni Italiane dalla E fino alla F

  1. Eminenza grigia. Uno che, senza darlo a vedere, esercita un forte potere o controlla una situazione, soprattutto influenzando persone potenti (V. anche: Ninfa Egeria). Cosi' fu detto del frate cappuccino consigliere del cardinale Richelieu per il colore grigio dell'abito del suo ordine per analogia al titolo di "Eminenza Rossa" del Richelieu, che portava la veste purpurea propria della sua dignita'.
  2. Esser come il diavolo e la croce (o l'acqua santa). Due elementi inconciliabili, divisi da inimicizia e avversione per cui si escludono a vicenda. Come quella fra il cane e il gatto, tra suocera e nuora, è proverbiale l'inimicizia tra diavolo e la croce o l'acqua benedetta, cose usate anche per cacciarlo.
  3. Esser come il vaso di coccio tra i vasi di ferro. Il debole che deve contrastare coi più forti, o chi, senza difesa, si trova gomito a gomito coi prepotenti (un po' l'inverso della "serpe tra le anguille": persona scaltra tra sempliciotti). Da una favola (Esopo, La Fontaine) d'un vaso di coccio che in un fiume, trovandosi vicino a uno di ferro, badava a tenere le distanze per evitare il peggio.
  4. Essere al verde. Non avere più soldi; essere corto di qualcosa (V. Essere in bolletta; Esser povere in canna). L'uso antico di tingere di verde il fondo delle candele, o fasciarlo con carta colorata per rendere più solida la parte di cera da inserire nel candeliere, sta probabilmente all'origine di questa metafora.
  5. Essere, fare come l'asino di Buridano. Restare indeciso nella scelta, particolarmente quando ci sono due possibilità (mancando le quali si dice: "Non saprei che pesci prendere, che acqua bere"). L'argomento dell'asino che, non riuscendo a scegliere tra due fasci di fieno, o tra il fieno e l'acqua, muore di fame, fu attribuito al filosofo medievale Giovanni Buridano oer illustrare una sua teoria filosofica.
  6. Essere in bolletta. Essere rimaste senza soldi (V. Essere al verde), trovarsi in una difficile situazione economica. la frase deriva dall'uso di esporre pubblicamente la lista dei nomi (bolletta) di coloro che erano falliti, cosa che, almeno in passato, equivaleva a non avere più un soldo.
  7. Essere in vena. Sentirsi nel pieno delle forze, dell'estro, nella condizione migliore per fare qualcosa. Probabile abbreviazione di "essere in buona (cattiva) vena", espressione che una volta indicava che il malato aveva (o meno) il polso regolare.
  8. Esser povero in canna. Esser poverissimo, quasi nell'indigenza, nella miseria. Si dice anche "Ridotto sul lastrico", "Povero come Giobbe" (V. Essere al verde). È una di quelle locuzioni sulla cui origine si fanno solo ipotesi, tutte insoddisfacenti.
  9. Far come quello che cercava l'asino e c'era sopra, o la pipa e l'aveva in bocca.  Cercare inutilmente una cosa che è vicina, con riferimento a una novelletta di P. Bracciolini ove un tale cercava il suo asino credendolo smarrito, senza avvedersi che lo stava cavalcando.
  10. Fare fiasco. Fallire in un tentativo, non raggiungere lo scopo voluto, non riuscire. L'origine della locuzione è sconosciuta e nessuna ipotesi (dall'arte del vetro, dal teatro) è convincente.
  11. Fare gli occhi di basilisco. Fare gli occhi feroci, truci, per intemorire o in segno di furore. Da un pregiudizio degli antichi secondo cui il basilisco poteva uccidere l'uomo con lo sguardo.
  12. Fare gli occhi di triglia. Fare lo sguardo dolce, svenevole, mostrando d'essere innamorato. Si usa anche "Far l'occhio a pesce morto" o "fradicio" perché, nella morte, la loro pupilla diventa molto languida.
  13. Fare il diavolo a quattro. Fare strepito, gran facrasso e confusione. Quelle rappresentazioni medievali che, oltre alle altre figure, prevedevano la comparsa di quattro o più diavoli erano dette "grandi diavolorie", mentre le altre erano dette "piccole".
  14. Fare un (gran) cancan. Far gran chiasso, confusione; in particolare, riferito ad un avvenimento: sollevarvi intorno gran scalpore. Popolarmente la si riferisce spesso al movimentato ballo ottocentesco dallo stesso nome, mentre la parola è assai più antica, anche nel senso di "confusione" e deriva dal lat. quamquam "benché", congiunzione frequente nelle dissertazioni medievali, fatte un tempo in latino, che passò poi a indicare lunghe e noiose disquisizioni.
  15. Far la gatta morta, essere una gattamorta. Celare le proprie intenzioni, nascondere l'astuzia sotto una posticcia ingenuita' per fare piu' agevolmente il proprio interesse o cogliere meglio l'occasione, come faceva anche la "gatta di Masino", che chiudeva gli occhi per non vedere i topi. Esopo e altri narrano d'un gatto che fingeva d'esser morto per far avvicinare i topi e prenderli piu' comodamente.
  16. Far la pioggia e il bel tempo (o il buono e il cattivo tempo.) Esercitare un'influenza determinante su chi comanda o decide. Leggermente diverso da "Dettar legge" che vale sempre: esercitare direttamente e apertamente il potere. Probabile riferimento all'importanza che, nel decidere le imprese, s'attribuiva un tempo agli astrologi, i quali prevedevano anche le condizioni atmosferiche.
  17. Fare le cose alla carlona. far le cose alla buona, senza cura, abborracciando, cosi' come vengono. Carlo Magno fu detto re Carlone nella tarda stagione della poesia cavalleresca fu rappresentato come uomo bonario e anche non molto accorto.
  18. Far le parti del leone. In una spartizione prendersi tutto o quasi; dividere ingiustamente e a proprio vantaggio. Esopo e altri narrano che il leone divise intre parti il bottino d'una battuta di caccia fatta in societa' con altri animali, prendendosele poi tutte.
  19. Filo d'Arianna. Un elemento, una traccia che guida in un'intricata vicenda, in una situazione difficile, in un complesso problema, conducendo alla soluzione. Teseo, secondo il mito, dopo aver ucciso il Minotauro, ritrovo' l'uscita del laberinto grazie al filo datogli da Arianna, che egli aveva steso lungo il suo cammino.
  20. Furbo di tre cotte. Chi 'e straordinariamente astuto e raggiunge quasi l'apice della furbizia. traslato dalla lavorazione dello zucchero o di altre cose che si raffinano con cotture (cotte) successive, tre delle quali, in genere, bastano a raggiungere la perfezione.

Locuzioni Italiane dalla C fino alla D


  1. Cadere dalla padella nella brace. Cambiare la situazione in peggio, trovare un rimedio peggiore del male. Si racconta d'una tinca che, cadendo in padella, cerco' di fuggire nel fuoco, invitando i compagni di sventura a fare altrettanto.
  2. Cambiar registro. Cambiare il tono, la tattica, il contegno al sopraggiungere d'un fatto nuovo o per un ammonimento. Si dice anche: Girare, virare di bordo,  come la nave che cambia direzione. Alcuni strumenti, tra cui l'organo, dispongono di registri che, comandati da leve o pulsanti, consentono di cambiare immediatamente diversi timbri di suono.
  3. Canto del cigno. L'ultima opera d'un autore, specialmente se 'e la piu' bella. Gli antichi (tra cui Platone) credevano che il cigno fosse canoro e in punto di morte intonasse il suo piu' bel canto.
  4. Caval di S. Francesco. Il bastone, nell'uso che ne fa chi, non avendo altro mezzo, s'aiuta con quello per andare a piedi. Fu questo il fedele compagno di viaggio del Poverello d'Assisi. "Andare col caval di S. Francesco": andare a piedi.
  5. Cavallo di battaglia. Per un artista 'e il pezzo musicale o teatrale da lui preferito e in cui riesce a rivelare al massimo il suo talento; in genere: materia, argomento di cui uno si sente assolutamente padrone. Fra i cavalli di cui disponevano i condottieri e i capitani d'un tempo, quello addestrato per la battaglia era il migliore e, quasi sempre, il favorito.
  6. Cavar le castagne dal fuoco. Procurarsi vantaggi, guadagni, evitare noie (facendo rischiare o lavorare gli altri: per questo si aggiunge alla frase "con la zampa del gatto"). In una favola di La Fontaine una scimia si serviva della dabbenaggine d'un gatto per impadronirsi, senza scottarsi, delle castagne che cuocevano nel fuoco.
  7. Chiudersi in una torre d'avorio. 'E l'appartarsi sdegnoso d'un uomo di cultura dalla vita pratica o dalla lotta, per coltivare gli studi o la propria arte. Dal lat. Turris eburnea (torre d'avorio),  espressione che si trova nel Cantico dei Cantici divenuta epiteto che i cristiani danno alla Madonna (V. anche: Retirarsi sull'Aventino).
  8. Ciurlare nel manico. Mancare a una parola o a un impegno, rinviare con scuse o pretesti l'adempimento di promesse. Chi si comporta cosi' fa un po' come la oparte metallica d'un arnese, la quale, quando non sta ben ferma nel manico (ciurla, tentenna, gira) rende vana l'opera di chi lavora.
  9. Colpo di grazia. Cio' che rovina definitivamente chi gia' si trova in una brutta situazione. Ai morenti sul campo di battaglia o ai giustiziati si abbreviano le sofferenze dell'agonia con un colpo mortale detto "di grazia".
  10. D'alto bordo. Si dice di persona altolocata, autorevole, importante. traslato della nave "d'alto bordo" che ha la parte emersa dei fianchi assai piu' alta di quella di basso bordo.
  11. Dare corda, spago. Dar maggiore liberta', allentare freni e limitazioni precedentemente imposti; assecondare chi parla perché dica cio' che interessa all'interlocutore. Dall'uso di legare gli animali con una corda (capre), o con uno spago (chiocce, galline) perché non s'allontanino da un luogo.
  12. Dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Distribuire opportunamente lodi e biasimi, ragioni o torti, in modo da non dispiacere a nessuno;  portare avanti due affari curandoli  alternativamente. Probabile riferimento al lavoro del bottaio che stringe le doghe nei cerchi battendo ora questi ora quelle.
  13. Darsi la zappa sui piedi. Ragionare, portare prove contro il proprio assunto; nuocere involontariamente a se stessi, nel qual senso si usa anche "Scavarsi la fossa sotto i piedi", "Farsi la croce con le proprie mani", "Farsi la frusta per la schiena".
  14. Di punto in bianco. All'improvviso, inaspettatamente, cogliendo quindi alla sprovvista, come "a bruciapelo." Tiro di punto in bianco era detto un tempo il tiro delle artiglierie che sparavano direttamente senza elevazione, con il congegno di puntamento che non segnava alcun valore (in bianco).
  15. Doccia scozzese. Una serie di notizie, fatti piacevoli e spiacevoli che si alternano provocando opposti stati d'animo. La doccia scozzese si fa alternando acqua calda e fredda con graduali variazioni di temperatura. "Una doccia fredda" 'e qualcosa che smorza l'entusiasmo.
  16. Dormire della grossa. Dormire profondamente. I bachi da seta fanno in genere tre dormite dette la "cinerina", la "pelosina" e la "grossa": quest'ultima 'e la piu' lunga. Con riferimento agli animali che vanno in letargo si dice anche: "Dormire come un ghiro, come un tasso".
  17. Dormire, riposare sugli allori. Stare inoperoso all'ombra dei meriti acquistati o accontentandosi delle glorie passate. L'alloro, con cui si usava cingere le tempie dei poeti o dei guerrieri vincitori, 'e passato ad indicare il premio della vittoria e la vittoria stessa.

Locuzioni Italiane dalla A fino alla B



     
  1. Acqua in bocca! Cosi, con lieve malizia, s'invita qualcuno a tacere, particolarmente un segreto. Si vuole che derivi dal rimedio contro la maldicenza suggerito a una donna da un confessore: tenere in bocca, durante la tentazione, un po' d'acqua che, per gli effetti, fu ritenuta miracolosa.
  2. Agire, stare, muoversi dietro le quinte. Influire su una situazione, manovarla senza mostrarsi, per mezzo di altri. Le quinte, col panneggio dell'arco scenico, sono dette "mantello d'Arlecchino" perché la' dentro questa maschera usava nascondersi e, non vista, continuava ad agire e a parlare.
  3. Allevare la serpe in seno. Favorire, aiutare chi in seguito puo' nuocere o mostrarsi ingrato. Dalla fava di Esopo, Fedro e La Fontaine, che narra di un contadino il quale riscaldo' una serpe assiderata e ne fu morso.
  4. Alto papavero. Al significato di essere una persona importante si unisce spesso un giudizio negativo, come quando si dice un "mandarino" alludendo alla potenza e all'innettitudine dei funzionari dell'Impero Cinese. Narra Livio in che modo Tarquinio il Superbo facesse capire al figlio di sbarazzarsi dei notabili piu' potenti della citta' de cui era signore: passeggiando nel giardino decapito' con un bastone tutti i papaveri piu' alti che emergevano dell'erba.
  5. Alzare il gomito. Bere un po' troppo o, semplicemente, bere. Tipica locuzione che indica un'azione attraverso un gesto caratteristico, come: "alzare i tacchi" per correre, fuggire; "far ballare i denti" per mangiare.
  6. Andare coi piedi di piombo. Procedere con prudenza e circospezione, senza azzardare minimamente. Nella frase la lentezza 'e in funzione della cautela, mentre "avere il piombo ai piedi" vale essere stanchi o impediti in modo da non poter procedere speditamente, e "una cappa di piombo" 'e un peso, fisico o morale, insopportabile.
  7. Andare, venire a Canossa. Chiedere umilmente perdono, sottomettersi, in particolare dopo una condotta spregiudicata e spavalda. Al castello di Canossa nel 1077 Enrico IV, scalzo e con l'abito dei penitente, ando' a chiedere perdono al papa Gregorio VII che l'umilio' con un'attesa di tre giorni.
  8. Andar per la maggiore. Godere di molta stima e prestiggio; essere valutato tra i primi nel proprio ambiente o nella propria arte; essere in voga. Nella Firenze antica "andar per la maggiore" o "minore" indicava l'essere iscritto a una delle arti maggiori o minori.
  9. Araba fenice. ("Che vi sia ciascun lo dice, Dove sia nessun lo sa" dicono i versi del Metastasio). E' cio' che risulta rarisimo, unico o impossibile a trovarsi (come "una mosca bianca"). Erodoto e gli antichi narrarono che la fenice nasceva ogni cinquecento anni, unico esemplare della sua specie, facendo nascere poi dalle sue ceneri un nuovo uccello.
  10. Aria, vento di fronda. Spirito di rivolta, d'opposizione, avvisaglie di ribellione. Dal fr. Fronde (fionda), nome di due periodi d'agitazioni e di rivolte che ebbero luogo in Francia (1648-49 e 1649-53) contro il Mazzarino. Da una frase del consigliere Bechaumont in cui paragonava l'opposizione del Parlamento alle battaglie che i ragazzi di Parigi, armati di fionde, ingaggiavano con la polizia.
  11. Aspettare la manna dal cielo. Si dice di chi resta inerte, inoperoso aspettando la buona fortuna o che altri faccia per lui o gli appiani le difficolta'. Come narra la Bibbia la manna fu per gli ebrei un cibo inatteso e insperato (e' una "manna" una bella e improvvisa fortuna) che Dio faceva scendere ogni notte dal cielo.
  12. A tutta birra. Specialmente nel linguaggio sportivo e nella lingua parlata: a gran velocita', di gran carriera, procedendo col massimo impiego d'energie. Probabilmente dalla locuzione "a tutta briglia" (fr. a' toute bride) di identico significato, deformata, nel riferimento alla macchina, per analogia con "a tutto vapore, a tutto gas" e con accostamento birra-benzina.
  13. Avere il bernoccolo (degli affari, della meccanica, ecc.). Essere ben dotato per una materia o per una certa attivita'. Da una teoria scientifica del XVIII sec., che pretendeva di conoscere dalla conformazione della testa le inclinazioni del carattere, e' derivata l'idea che in un bernoccolo del capo risieda cio' che determina una qualita'.
  14. Avere voce in capitolo. Essere tra coloro che hanno credito e autortita', godere del diritto di parlare e del prestigio per essere ascoltati. "Capitolo" e' l'adunanza dei canonici o d'altri religiosi che riuniti in tale sede discutono e prendono decisioni collettive.
  15. Bruciar le tappe. procedere a ritmo sostenuto, celermente, superando con rapidita' ostacoli e indugi.  I postiglioni e i messi d'un tempo, dovendo fare un servizio rapido, saltavano spesso le poste del cambio dei cavalli.





mercoledì 2 maggio 2012

Diccionarios de Italiano

Treccani.it L'enciclopedia italiana   "Treccani ha per oggetto la compilazione, l'aggiornamento, la pubblicazione e la diffusione della Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti iniziata dall'Istituto Giovanni Treccani, e delle opere che possono comunque derivarne, o si richiamino alla sua esperienza, in specie per gli sviluppi della cultura umanistica e scientifica, nonché per esigenze educative, di ricerca e di servizio sociale."

www.treccani.it


Home page


La maggior grande banca dati lessicale del mondo a portata di un clic

www.dizionari.zanichelli.it





Lo strumento indispensabile per chi studia, scrive, legge.

www.parole.virgilio.it







Per lo studio, il lavoro o il tempo libero: trova la definizione e il significato di una parola, oppure cerca un sinonimo o il suo contrario nei nostri dizionari di italiano

www.sapere.it




Hoepli

Dizionari on-line della casa Editrice Hoepli.




Dizionario Italiano consultabile gratis. Si tratta di un progetto in corso di realizzazione che punta alla creazione del più esteso dizionario italiano oggi esistente.