Locuzioni Italiane dalla C fino alla D
- Cadere dalla padella nella brace. Cambiare la situazione in peggio, trovare un rimedio peggiore del male. Si racconta d'una tinca che, cadendo in padella, cerco' di fuggire nel fuoco, invitando i compagni di sventura a fare altrettanto.
- Cambiar registro. Cambiare il tono, la tattica, il contegno al sopraggiungere d'un fatto nuovo o per un ammonimento. Si dice anche: Girare, virare di bordo, come la nave che cambia direzione. Alcuni strumenti, tra cui l'organo, dispongono di registri che, comandati da leve o pulsanti, consentono di cambiare immediatamente diversi timbri di suono.
- Canto del cigno. L'ultima opera d'un autore, specialmente se 'e la piu' bella. Gli antichi (tra cui Platone) credevano che il cigno fosse canoro e in punto di morte intonasse il suo piu' bel canto.
- Caval di S. Francesco. Il bastone, nell'uso che ne fa chi, non avendo altro mezzo, s'aiuta con quello per andare a piedi. Fu questo il fedele compagno di viaggio del Poverello d'Assisi. "Andare col caval di S. Francesco": andare a piedi.
- Cavallo di battaglia. Per un artista 'e il pezzo musicale o teatrale da lui preferito e in cui riesce a rivelare al massimo il suo talento; in genere: materia, argomento di cui uno si sente assolutamente padrone. Fra i cavalli di cui disponevano i condottieri e i capitani d'un tempo, quello addestrato per la battaglia era il migliore e, quasi sempre, il favorito.
- Cavar le castagne dal fuoco. Procurarsi vantaggi, guadagni, evitare noie (facendo rischiare o lavorare gli altri: per questo si aggiunge alla frase "con la zampa del gatto"). In una favola di La Fontaine una scimia si serviva della dabbenaggine d'un gatto per impadronirsi, senza scottarsi, delle castagne che cuocevano nel fuoco.
- Chiudersi in una torre d'avorio. 'E l'appartarsi sdegnoso d'un uomo di cultura dalla vita pratica o dalla lotta, per coltivare gli studi o la propria arte. Dal lat. Turris eburnea (torre d'avorio), espressione che si trova nel Cantico dei Cantici divenuta epiteto che i cristiani danno alla Madonna (V. anche: Retirarsi sull'Aventino).
- Ciurlare nel manico. Mancare a una parola o a un impegno, rinviare con scuse o pretesti l'adempimento di promesse. Chi si comporta cosi' fa un po' come la oparte metallica d'un arnese, la quale, quando non sta ben ferma nel manico (ciurla, tentenna, gira) rende vana l'opera di chi lavora.
- Colpo di grazia. Cio' che rovina definitivamente chi gia' si trova in una brutta situazione. Ai morenti sul campo di battaglia o ai giustiziati si abbreviano le sofferenze dell'agonia con un colpo mortale detto "di grazia".
- D'alto bordo. Si dice di persona altolocata, autorevole, importante. traslato della nave "d'alto bordo" che ha la parte emersa dei fianchi assai piu' alta di quella di basso bordo.
- Dare corda, spago. Dar maggiore liberta', allentare freni e limitazioni precedentemente imposti; assecondare chi parla perché dica cio' che interessa all'interlocutore. Dall'uso di legare gli animali con una corda (capre), o con uno spago (chiocce, galline) perché non s'allontanino da un luogo.
- Dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Distribuire opportunamente lodi e biasimi, ragioni o torti, in modo da non dispiacere a nessuno; portare avanti due affari curandoli alternativamente. Probabile riferimento al lavoro del bottaio che stringe le doghe nei cerchi battendo ora questi ora quelle.
- Darsi la zappa sui piedi. Ragionare, portare prove contro il proprio assunto; nuocere involontariamente a se stessi, nel qual senso si usa anche "Scavarsi la fossa sotto i piedi", "Farsi la croce con le proprie mani", "Farsi la frusta per la schiena".
- Di punto in bianco. All'improvviso, inaspettatamente, cogliendo quindi alla sprovvista, come "a bruciapelo." Tiro di punto in bianco era detto un tempo il tiro delle artiglierie che sparavano direttamente senza elevazione, con il congegno di puntamento che non segnava alcun valore (in bianco).
- Doccia scozzese. Una serie di notizie, fatti piacevoli e spiacevoli che si alternano provocando opposti stati d'animo. La doccia scozzese si fa alternando acqua calda e fredda con graduali variazioni di temperatura. "Una doccia fredda" 'e qualcosa che smorza l'entusiasmo.
- Dormire della grossa. Dormire profondamente. I bachi da seta fanno in genere tre dormite dette la "cinerina", la "pelosina" e la "grossa": quest'ultima 'e la piu' lunga. Con riferimento agli animali che vanno in letargo si dice anche: "Dormire come un ghiro, come un tasso".
- Dormire, riposare sugli allori. Stare inoperoso all'ombra dei meriti acquistati o accontentandosi delle glorie passate. L'alloro, con cui si usava cingere le tempie dei poeti o dei guerrieri vincitori, 'e passato ad indicare il premio della vittoria e la vittoria stessa.